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Il Progetto Rachel

Il Progetto Rachel è un servizio a base diocesana che include una rete di sacerdoti, direttori sprituali e terapisti con una preparazione specifica, che offrono un'assistenza personalizzata alle persone che si confrontano con le conseguenze di un aborto. Alcune diocesi offrono ulteriori servizi, come ritiri e gruppi di supporto. Il progetto Rachel è nato all'interno della Chiesa cattolica, ma si indirizza a tutte le persone in difficoltà, indipendentemente dalla loro fede: donne che hanno avuto aborti, ma anche padri di bambini abortiti, nonni, fratelli e altre persone in qualche modo tocate.

Il Progetto Rachel, attualmente diffuso in più di 140 diocesi statunitensi, venne fondato nel 1984 da Victoria (Vicki) Thorn, attualmente a capo negli Stati Uniti del National Office of Post Abortion Reconcilation and Healing. Quando iniziò il Progetto Rachel, Victoria Thorn era solo una giovane moglie e madre con una laurea in Psicologia dell'Università del Minnesota. Oggi è specialista anche nella consulenza dei traumi e nell'assistenza nella perdita prenatale.

Victoria Thorn ha creduto che un servizio di guarigione doveva offrire anonimato, avere un forte elemento spirituale e includere una componente psicoterapeutica. Il nome del progetto venne ispirato dalla Scrittura: "Rachele piange i suoi figli, e non vuole essere consolata perché i suoi figli non sono più" (Ger. 31,15). Per una presentazione approfondita del Progetto Rachel, vedi in questo sito (in inglese) The Response to a Need: Project Rachel.

Due iniziative si terranno a Roma per introdurre al problema: una Conferenza di presentazione (martedì 15 maggio 2007) e una giornata di formazione (venerdì 18 maggio 2007).

Conferenza di presentazione

Finalità

La conferenza, tenuta da Victoria Thorn, è destinata a coloro che vogliono essere informati sui problemi psicologici e pastorali legati all'aborto e sulle possibili risposte come sono state elaborate nel contesto del progetto Rachel. La conferenza sarà tenuta in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano. La partecipazione è libera e gratuita. [Pieghevole in PDF]

Organizzatori

Pontificio Istituto Giovanni Paolo II
Conferenza Episcopale Italiana - Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia
in collaborazione con
Confederazione Italiana Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana
Unione Consultori Italiani Prematrimoniali e Matrimoniali

Dove e quando

Martedì 15 maggio 2007
Pontificio Istituto Giovanni Paolo II (Auditorium)
Piazza S. Giovanni in Laterano 4
00120 Roma

Programma

17:00-19:00
Victoria Thorn, Alejandro Crosthwaite op, Artefici di un modo nuovo di guardare alla vita. La cura psicologica e pastorale dopo l'aborto

Giornata di formazione

Finalità

La giornata di formazione è destinata alle persone impegnate a vario titolo nel campo della pastorale famigliare e dell'assistenza sociale alle donne e alle famiglie. Essa si propone di fornire un primo orientamento di base, di natura psicologica e spirituale, per chi vuole sostenere in maniera adatta le donne e tutti coloro che sono rimasti coinvolti nella decisione e nelle conseguenze di un aborto. Saranno inoltre fornite indicazioni per proseguire la formazione e l'approfondimento dei temi toccati. Le lezioni saranno tenute in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano. Per la partecipazione è richiesta una cifra di rimborso spese (35 €, per gli studenti 10 €), da versare il giorno stesso. L'organizzazione sopperirà a coloro che avessero difficoltà a dare questo contributo. Per facilitare l'organizzazione è richiesta l'iscrizione, che può essere fatta tramite l'apposito modulo.

Organizzatori

vita9.org
Comunità dell'Emmanuel

Dove e quando

Venerdì 18 maggio 2007
Casa Generalizia dei Salvatoriani
Via della Conciliazione 51
00193 Roma

Programma

8:45-9:30
Accoglienza
9:30-13:00
Victoria Thorn, Capire la gravidanza. L'aiuto alle donne che hanno recentemente vissuto un aborto. La Sindrome Post-Aborto
15:00-17:30
Victoria Thorn, L'impatto dell'aborto sulle altre persone (marito o fidanzato, figli, nonni ecc.). Comprendere il processo di guarigione. Come la Chiesa può rispondere a questa situazione